BlogTour Food & Pastry Seconda parte

Birrabus birra di classe
Birrabus, beer truck di Birra di classe

BlogTour Food & Pastry Seconda parte, ecco la seconda parte del mio racconto sul blog tour organizzato da Food Confidential per Bologna Fiere.
Il viaggio nel mondo del gusto prosegue attraverso il Bolognino di Renato Zoia, la cucina contro corrente di Cristina Bowerman e l’intraprendenza dei ragazzi di Birrabus e Bevi A Mo

BlogTour Food & Pastry Seconda parte

Nell’altro post vi ho anticipato qualcosa riguardo il Bolognino del maestro Renato Zoia. Con una punta di emozione vi racconto della visita allo stand di Eporedia, la pasticceria fondata a Bologna dal maestro di origini piemontesi, che punta ad affermarsi anche all’estero e la cui creatività e passione per i dolci hanno dato origine ad un cioccolatino speziato. Il suo percorso professionale è un continuo sperimentare e apprendere, una continua crescita, come racconta in questa bellissima intervista di Food & Pastry e nella presentazione della sua attività, da cui emerge una grande dedizione per un’arte che definisce ricca di soddisfazioni, ma anche di fatica, soprattutto nei giorni di festa, quando l’esigenza di produrre le specialità delle ricorrenze, non consente di godere giorni di riposo. Attenzione alle materie prime e cura dei particolari, i principi della sua pasticceria, dove creme e frutta, cioccolato di qualità e decorazioni sono protagonisti. Se a rappresentare Torino è il gianduiotto, un cioccolatino a base di nocciole delle Langhe e con un nome che celebra la maschera locale, il maestro Renato Zoia ha creato Blend Cioccolato Bologna, con cui rendere omaggio alla città che lo ha accolto e in cui ha portato il suo bagaglio culturale e professionale della pasticceria piemontese. L’elaborazione della ricetta si ispira ai profumi del certosino, dolce tipico bolognese, e all’antica bevanda speziata al cacao dei Maya, nasce dopo un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione, attraverso cui il maestro ha prodotto un equilibrio ottimale degli ingredienti, cosi nasce il cioccolato simbolo di Bologna, chiamato “Bolognino” dopo aver indetto un Contest per la scelta del nome e averne decretato il vincitore .
Spezie profumate e cacao minimo al 61%, le componenti fondamentali di questa specialità, la cui formula è ovviamente segreta e ancora deve essere perfezionata, ancora da definire anche la forma, ma l’acquisto di questo straordinario cioccolatino è già possibile nella pasticceria Eporedia di Bologna.
Ho gustato la versione al latte, delicata, con sentore di cannella, ma il resto è custodito gelosamente e un assaggio delle specialità di Eporedia è un’esperienza che vi consiglio vivamente.

Renato Zoia Eporedia Bolognino
Renato Zoia, Pasticceria Eporedia, creazione del Bolognino

Durante la straordinaria giornata trascorsa al Food & Pastry, abbiamo avuto l’opportunità di assistere al live cooking di Cristina Bowerman , chef di origine pugliese che nonostante i suoi studi giuridici ha coltivato la passione per la cucina, prima negli Stati Uniti, tra San Francisco e Austin, dove studia, lavora e apre il suo primo locale. Poi in Italia, dove sceglie di tornare e approfondire la sua cultura e vocazione per il cibo. Cristina Bowerman lavora al Glass Hostaria di Roma e ne guida la cucina, fino a ricevere la stella Michelin, nel 2010. Successivamente viene chiamata al Romeo, un caffè negozio sempre a Roma.
A Bologna la chef Cristina Bowerman ha preparato alcuni piatti alla presenza dei visitatori, non limitandosi a descriverne il procedimento e offrirne l’assaggio, ma tenendo una vera e propria lezione di cucina, ponendo l’accento sulla cura nella scelta degli ingredienti, la valorizzazione del territorio, l’apertura alle diversità gastronomiche, come lavorare gli ingredienti di un piatto per ottenere il meglio. Dalla sua lezione traspare l’entusiasmo e l’amore, che uniti alla curiosità e perseveranza rendono la sua cucina eclettica e in continua evoluzione.
La Tartare al wasabi  e gli Gnocchi con bagnacauda racchiudono queste caratteristiche. La chef Cristina Bowerman propone una classica tartare di carne rivisitata, profumata con scorza di arancia e servita con una maionese al wasabi e germogli di Sakura.
Le chicche di patate, o gnocchi, invece, si gustano su bagnacauda (preparata con aglio fermentato), tartufo e pomodoro secco (o confit).
Cristina Bowerman dimostra come un piatto da chef stellato, creato con ingredienti di eccellenza, può essere riprodotto anche in casa.
Per approfondire la conoscenza del suo percorso professionale, della sua cucina, e sperimentare i suoi piatti, in libreria c’è Da Cerignola a San Francisco e ritorno, la mia vita da chef , libro che non è un semplice ricettario, ma una guida e una storia di vita, oltre che una lettura piacevole e appassionante.

Cristina Bowerman chicche di patate con bagna cauda
Cristina Bowerman, live cooking

Il nostro percorso nella parte più golosa di The Creative Show, continua con una sosta al Birrabus di Birra di classe. Il Birrabus è un ex scuolabus che l’intraprendenza e la creatività di 2 ragazzi ha trasformato in un beer truck, in cui sono state installate 17 spine e 3 pompe inglesi, che tra eventi street food e festival gastronomici offre birre rigorosamente italiane. Il beer truck, pur essendo originale e divertente, non ha un mero fine scenografico, ma è parte del progetto “Birre di classe”, che sostiene i birrifici artigianali italiani nelle varie fasi di produzione, promozione e divulgazione del prodotto e consiste quindi in una rete che porta ovunque, in Italia, birre di qualità. Birra di classe diffonde la cultura della birra, intesa come approfondimento e conoscenza dei processi di produzione e dei sapori che contraddistinguono le birre artigianali. Questo progetto include corsi e degustazioni e un vasto assortimento di birre da acquistare anche on line. Una parte che trovo molto interessante del loro sito, è il Registro, dove è possibile consultare le schede tecniche di ciascuna birra, un viaggio attraverso le sensazioni di vista, olfatto e gusto che la birra offre, accanto a specifiche di grado alcoolico e temperatura e consigli per abbinarle ai piatti.

Birrabus birra di classe
Birrabus, beer truck di Birra di classe

Con la visita ai ragazzi di Bevi A Mo  si conclude il blog tour di Food & Pastry. Premetto che non sono una gran bevitrice di super alcolici e amo più che altro le birre artigianali, quindi non ho potuto onorare l’ospitalità dei padroni di casa. Ciò che ho trovato originale e ammirevole è la storia di questo progetto, l’idea e gli intenti con cui nasce. Bevi A Mo, “beviamo”, o “bevi a Modena”, nasce per ricreare in una tranquilla città come Modena la cultura del bere milanese, che, per chi non lo sapesse (in sintesi), nasce verso la fine dell’800 con le degustazioni dell’amaro in galleria, si afferma diventando punto di riferimento dopo il teatro e si evolve grazie all’intraprendenza di barman che prendono ispirazione oltre oceano e dai sapori caraibici, creando i primi cocktail e dando origine alle prime codifiche su origini e qualità degli ingredienti usati per le miscele.
Bevi A Mo persegue questo fine e non si limita a ricreare una moda, ma sottolinea l’importanza della qualità degli ingredienti e delle eccellenze. Non il solito cocktail servito in un locale di tendenza, dunque, ma una bevanda preparata con cura, attenzione al territorio e ai prodotti che offre. Bevi A Mo apre il suo progetto a tutti i barman e i locali che fanno della qualità il punto di forza e su questi presupposti si basa la nuova cultura del bere a Modena.

Bevi a mo
Bevi A Mo

Il mio viaggio al Food & Pastry si conclude qui, ma solo in parte, nel prossimo post vi racconterò della straordinaria esperienza che è stata la lezione di pasticceria del maestro Gino Fabbri.

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