L’Istituto del Vermouth di Torino, il disciplinare, la storia

L’Istituto del Vermouth di Torino, il disciplinare, la storia

L’Istituto del Vermouth di Torino, il Museo del Risorgimento di Torino
L’Istituto del Vermouth di Torino, costituitosi il 7 aprile 2017 per rappresentare lo storico liquore piemontese, ha organizzato un evento nella splendida cornice del Museo del Risorgimento di Torino. Ad accogliere gli ospiti, Roberto Bava, Presidente dell’Istituto, e Fulvio Piccinino, socio onorario, che ha moderato l’incontro. Presenti Pierstefano Berta, studioso di enologia, Carlo Vergnano, socio fondatore, Giovanni Chazalettes, discendente di una famiglia di produttori del Vermouth, Giorgio Ferrero, Assessore regionale dell’Agricoltura e nominato socio onorario.
Un’occasione per conoscere le origini e la lunga storia del Vermouth che, dal 1991, è inserito tra le denominazioni geografiche, anche se non ne erano ancora state definite le specificità produttive. Con il decreto 1826 del 22 marzo 2017, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ne ha riconosciuto l’indicazione geografica:

Il Vermouth di Torino è il vino aromatizzato ottenuto in Piemonte a partire da uno o più prodotti vitivinicoli italiani, aggiunto di alcol, aromatizzato prevalentemente con Artemisia, insieme ad altre erbe e spezie”.

Il colore del Vermouth varia da bianco a giallo paglierino e dal giallo ambrato al rosso, in base al vino impiegato e agli aromatizzanti, la gradazione alcolica è tra 16% e 22% vol.
Presentazione Istituto del Vermouth di Torino, il disciplinare, la storia

L’Istituto del Vermouth di Torino, il disciplinare, la storia

Il fine dell’Istituto è dare una rinnovata visibilità al Vermouth, di cui è stato pubblicato un disciplinare che guida il percorso dei produttori e rimarca le leggi europee già esistenti.
Numerosi gli anedotti raccontati dai partecipanti all’evento, che ne hanno ripercorso la storia e il momento magico in cui il Vermouth è diventato celebre e si è diffuso a livello internazionale. Al suo successo ha contribuito senza dubbio il legame che si era creato con l’aristocrazia locale, che faceva preparare miscele personalizzate. Verso la metà dell’800 numerosi liquoristi hanno creato nuove mescolanze a partire da ricette esistenti, dando il via a nuovi stimoli.

Le aziende incaricavano i rappresentanti perché vendessero il prodotto all’estero, con “l’Avviso di passaggio” si invitavano i clienti e gli assaggiatori in luoghi di ritrovo comune: locali, piazze, stazioni. Il Vermouth era allora consegnato in barili, che l’acquirente provvedeva a imbottigliare.
Solo nella città di Torino c’erano circa 30 produttori che esportavano in tutto il mondo, alcuni sono scomparsi, altri tuttora presenti e si affiancano ad aziende sorte in anni più recenti.

La creazione dell’Istituto del Vermouth si inserisce quindi in un’ottica di valorizzazione del prodotto e all’iniziativa hanno aderito la maggior parte dei marchi esistenti: Berto, Bordiga, Del Professore, Carlo Alberto, Carpano, Chazalettes, Cinziano, Giulio Cocchi, Drapò, Gancia, La Canellese, Martini & Rossi, Giovanni Sperone, Vergnano e Tosti.

Avere in casa una bottiglia di Vermouth è un dovere morale, soprattutto per ciascun torinese“.

L’Istituto del Vermouth di Torino, il disciplinare, la storia

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